martedì 11 giugno 2013

AULA VUOTA

L'aula vuota echeggia ai miei passi;
cancella l'idea del tempo
la campanella che suona per nulla,
smisurato baratro la muta lavagna,
tristi zolle di prato senza fiori
i vecchi banchi verdi,
segnati da mille torture
di anime incomprese.
L'eco si perde in fantastiche voci
e le memorie m'assalgono:
la cattedra pensosa si chiede
a cosa è servita
a cosa servirà...

Pietro Guarnotta

La poesia viene pubblicata per gentile concessione dell'autore
a cui so riservati tutti i diritti previsti dalle vigenti leggi in materia.

venerdì 7 giugno 2013

ALBA IN COLLINA

Gelida follia di stelle
d'autunno inoltrato
trapunge frizzante
sogni umidi di rugiada

Il cielo si sveglia 
e in colorito baleno
torna l'urgenza di vivere
nel cuore logorato
da fugaci letizie.

Il vento soffia tra le valli
e dell'albero freme
ancora verde la fronda,
ma la radice é secca.

Sussulto nel lampo
di finestra che si schiude.

Il canto d'un gallo impettito
dà voce al giorno che nasce
un lamentoso muggire
si leva da una stalla
in un angolo ancora buio.

Le forme squadrate delle case
inconsapevoli turbano
le curve molli di questi colli.

Lenta sfuma la luna
e l'aria si accende del nuovo sole

La stradina è un fiume cinerino
che al suo mare scende:
un fanciullo passa correndo...
il resto è immobile affresco
scolorito e scrostato dal tempo,
dall'età, dalla vecchiaia

PIETRO GUARNOTTA

Per gentile concessione dell'autore. Tutti i diritti riservati
secondo le disposizioni vigenti in materie di diritti d'autore.



sabato 1 giugno 2013

Estate isolana

Tu umile animale da soma
a cui è negata anche la paternità
forse non sei contento
della nostra estate isolana
nè ti rallegra che ti addobbino a festa
con pennacchi e drappi
per farti apparire imponente
...un quasi cavallo.

Ti preparano con specchi rilucenti
nastri colorati e merletti
che sanno di cassapanca della nonna
e di chiuso
come le lenzuola della sposa
esposti all'ammirazione della gente
il giorno prima delle nozze
perchè carico di frumento e di paura
tu corra tutta la salita
di gradoni di pietra disuguali
il cuore in gola e tra spintoni e pugni
percorrerla fino a raggiungere l'altare
e inginocchiarti dicono i fedeli
davanti alla Madonna. 

"Purmisioni" li chiamano.

E' l'affanno della corsa e il peso che porti
cavaliere e bisacce piene di frumento
è la gente assiepata intorno
che ti segue e ti spinge
è il vociare che ti rintrona nelle orecchie
ed il rullare ossessivo di tamburi
che ti fa piegare le ginocchia.

Non so se pregano i muli
ma se lo fanno
sono certo che pregano i loro santi
che almeno in questo paese
l'estate non venga.


Da " Poesie di volti e memorie" di calogero restivo
Prova d'autore editore Catania

martedì 28 maggio 2013

domenica 26 maggio 2013

Presentazione libro "Poesie di volti e memorie"

 Ormai mancano tre giorni  alla presentazione del mio nuovo libro di poesie e sarà finalmente svelato  come sia possibile un libro di poesie senza i versi. Un esperimento ? Una innovazione per consentire una più diretta  comunicazione tra l'autore ed il lettore

                                Ci vediamo Presso la Pinacoteca della Provincia di Catania

                           in Piazza Manganelli all ore diciotto di mercoledì  29 maggio

venerdì 17 maggio 2013

A mia madre


Lo so, madre, ora lo so
che occorrono le ali per volare.

L'ho scoperto
seguendo le nuvole
lungo il cammino del tramonto

in un giorno d'estate

fino al dirupo "La guardia"
laddove le rondini

giunte sull'orlo del baratro

planano verso valle
quasi irridendo
ai salti a me proibiti.

Forse sorridi
là dove ora tu sei
e ti vergogni un poco
di questo tuo figlio
che parlava con la luna
e con le stelle

e che voleva le ali per volare
come le aquile come i gabbiani.

Tu non lo sai ma a volte

dalla finestra aperta sulla notte

sussurravo (o  era nel sogno?)
"se mi hai voluto e fatto"

come dici

"in un giorno d'autunno

che sapeva d'inverno

che ti costava metterci le ali?"

...e solo il silenzio
rispondeva.

Da " Rahal Mauth ed altre" di calogero restivo
Il mio libro. it  Roma

giovedì 16 maggio 2013

Tempo di Natale


Coriandoli di luci
pendono dai balconi
per l'anno nuovo che arriva.

Il vecchio

travolto dall'onda
di promesse non mantenute

corre incontro alla fine
senza rimpianti.

Mia madre

nel tempo di Natale

metteva un lumicino
alla finestra
per indicare la nostra casa
diceva
a Chi sana gli affanni
e dispensa
miracoli di pioggia
per i campi riarsi.

Sguardo perso nella notte

cieca di luna e di stelle

sgranava poste di rosario
mentre posava un sorriso
su di noi

vecchi e bambini

assorti

intorno alla tavola imbandita

in racconti di favole e di eroi.


Mio padre narrava
la sua guerra
di soldato bambino
su montagne aspre
lontane dai domestici colli
e battaglie
fatti di gelo e strappi di mitraglia
aspettando il suone delle campane
che canterine nella notte
annunciavano  Gesù è nato.

Ed era
l'ora attesa della cena.

Da "Rahal Mauth ed altre" di calogero restivo
Ed. Il mio libro.it   Roma