domenica 12 gennaio 2014

Prima dei silenzi

Se ci avessero insegnato
a digrignare i denti

come fa il lupo
davanti alla mole dell'orso
sovrastante

contro i torti e i soprusi
e contro le ingiuste gabelle
e i gabellieri

invece di ingoiare lacrime e silenzi

forse non saremmo andati
come muta di cani
dietro a chi si diceva
"chiamato dal destino"
che interessato ci mostrava "l'osso".

Non attendeva aliti di vento
il contadino
a veleggiare aratri nè miracoli
predicati da profeti improvvisati

per costringere la terra a dare pane
odoroso di fatica e di sudore
e di colore a ricordare l'oro.

Se ci avessero insegnato
che la libertà non è sogno
 ma conquista frutto di fatica
non ci saremmo seduti sui govoni
a cantare inni alle stelle inutilmente
come fanno le cicale sulle stoppie

e la luna a tratti sembra che sorrida.



Poesia inedita( tutti i diritti riservati)







giovedì 2 gennaio 2014

A C I T R E Z Z A

Invidio i poeti
che sanno tessere versi
o comporre inni
traendo dalla memoria
immagini di Ciclopi
e Veneri sorte da cristalline acque
e adagiate su spiagge di sogno.

cancellando dal panorama
-come da un ritratto
mal riuscito-
immagini di ciminiere
e mari di cemento
dove un tempo alberi svettavano
sui colli vicini e sui monti.

Ruscelli garruli
scorrevano tra pietre
sconnesse dal caso.

Di te mi rimane
nella memoria e negli occhi
lo sguardo di donna
annegato nell'ampio mare
in angosciosa attesa di ritorni
stretta in uno scialle
nero come la notte:
inutile sfida
al vento di tempesta.

Tu vivi nel passato
come un vecchio
carico d'anni e di rimpianti
e non ti accorgi
che ora
è la vita
ed invano attendi
altri dei
altre età
suonando vecchie melodie
su pianoforti scordati.

Da " Lanterna sul mondo" di calogero restivo
ERANOVA  Editrice


venerdì 27 dicembre 2013

FINE ESTATE

Attingo ricordi alla memoria
come acqua da un pozzo
di cui il fondo non s'indovina
in questa cieca sera di fine estate.

Come in un film
davanti agli occhi chiusi
scorrono immagini che sembrava
il tempo avesse cancellato per sempre.

La " Fioriera" senza fiori  ricordo
che i contadini avevano scelto
per farvi della aie
su cui pestare le poche spighe
che i lampi di guerra avevano risparmiato.

Mi pare ancora di sentire i lamenti
( o erano canti?)dei contadini
dietro muli denutriti costretti dalla corda
legata al polso del trebbiatore e dalla frusta
che lambiva fianchi dolenti
a girare in tondo come falene impazzite.

Sedute ai margini del cerchio
che i capricci del vento disegnava di paglia
visi segnati da ansie e  da stenti.

Le donne
cariatidi senza tempo in eterno lutto
sgranavano poste di rosario in silenzio


Da " Lanterna sul mondo" ddi calogero restivo
ERANOVA Editrice