lunedì 4 aprile 2016

Na vota

Ci tornu di cuntinu cu la menti
nta li stanzuddi di la vostra scola
pi vidiri li facci risulenti
ca vitti a Munti Po, nta na parola
vidu spiranzi n-facci a vui carusi
tinciuti cu brunzedda memoranni.
Vidu cu ll'occhi, di l'amuri fusi,
"Deci Cumannamenti a tutti banni",
vidu la società ca si rinnova
pi dari pani di sapuri duci.
Vidi criscenti di farina nova-
c'allevita pagnotta ca straluci
e vidu a tutti vui quannu dumani
di lu guverni tiniti la rota,
quannu lu munnu non avi chiù strani
e lu prisenti adivintò " Na Vota"



La poesia di Carmelo Furnari  "Na Vota " è tratta dalla raccolta
FAVULI  VERI stampata in proprio nel mese di marzo 2013
Proprietà letteraria riservata all'Autore











































































































































venerdì 25 marzo 2016

B U O N A P A S Q U A









                                       A TUTTI  I  MIEI  AMICI  BUONA  PASQUA

martedì 22 marzo 2016

La Piazzetta

Al posto di questa assenza di voci
con il "cannolo" della fontana
che mesce acqua con rumore di ruscello
c'era la piazzetta che aveva canti e suoni
le notti in cui avvampava la festa.

C'eravamo noi ragazzi
con la febbre di domani negli occhi
a divorare presenti
nel tentativo di barare
e rompere i ritmi del tempo.

C'erano luci e passi di donne
con  sguardi di pudore
nei sorrisi appena accennati
e le voci dei giocatori di tressette
assieme al venditore dei fichi d'India
che le vendeva sbucciate poche lire.

Rifugio sicura alla pioggia gli archi
finestre aperte su un mare che non c'era
quando con rombi profondi
e tremori da incubo i tuoni
annunciavano il temporale imminente
cancellati dal vento di novità.


Di fronte il vecchio fondaco

il tetto di canali di creta cotta al sole
rifugio a colombi e uccelli di passaggio
oltre a carretti e carrettieri
che nella notte contavano le stelle
prima di addormentarsi

oggi ha palazzi alti
che gareggiano con le nuvole
e guardano dall'alto in basso
i lampioni che stillano
luce indecisa nella via.

Poesia tratta  "Dal mare che non c'è" di calogero restivo
Edizioni AKKUARIA  Catania





sabato 19 marzo 2016

MONTE SAN MICHELE ( A mio padre)

Mio padre
non ha potuto correre con me
come fanno i padri per gioco
né rincorrermi.

Aveva lasciato una gamba
sul monte Sa Michele.

Mi diceva :
"la libertà ha un prezzo
ma non la vendono al mercato".

Tante volte padre
ho pensato di tornare
assieme a te
su quelle montagne
a cercare la tua gamba
per correre insieme.

Per non rinnovare il tuo dolore
tacevo.


Da " Dal mare che non c'è" di Calogero Restivo
Edizioni AKKUARIA Catania