martedì 13 dicembre 2016

Da qui


Dai balconi di questa casa
che mi mostrano panorami
nuovi e diversi
da quelli che il ricordo
ha stampato nella memoria
da questi orizzonti
che disegnano montagne
alte a toccare il cielo
la nostalgia come febbre non curata
mi ritorna alle tue valli profonde
che si perdono lontano.

In fondo
nel mezzo del ferro di cavallo
che disegnano i monti
ci si aspetta di trovare il mare
che non c'è.

La nostalgia mi ritorna
al dirupo La Guardia
e al monta Sant'Anna
allegoria di monte
ed ai campi tinti di giallo
più oscuro meno oscuro
secondo le stagioni.

Da qui
da cui lo sguardo volgo
a cercare confini a questo mare
che molle adagia onde su onde
sulla spiaggia deserta nelle sere d'estate
ma che nasconde profondità di baratro
il ricordo mi prende.

Rivedo le tue case bianche
dai tetti bassi che filtrano la luce
come la lampada accanto ai lettini
accesa la notte per fugare
la paura delle tenebri ai bambini
ed un nodo mi prende alla gola.

Da qui
ove la vita mi ha condotto
intento com'ero ad inseguire sogni
di te mi ricordo e degli affetti che custodivi
dei sogni e delle speranze che ricucivo
come un vecchio mantello
vecchio e stinto nei colori e liso
ma che cedeva da tutte le parti.



Da " All'alba tra i fiori di papavero" di calogero restivo
Edizioni Akkuaria Catania






sabato 10 dicembre 2016

domenica 27 novembre 2016

Raimondo Moncada: Ornella e la pazzia di aprire una libreria

Raimondo Moncada: Ornella e la pazzia di aprire una libreria: Le librerie non chiudono, aprono. E aprono in un edificio in pietra, non su internet, con giovani che investono sui libri cartacei, sulla le...

mercoledì 16 novembre 2016

L'erba maligna

Arrivano
a cavallo di invisibili onde
da terre lontane
canti di interessate sirene
con promesse di paradisi
non ancora inventati.

Sordo a lusinghe il contadino 
s'avvia verso i campi
ove l'erba maligna
complici le ultime piogge
cresce ed insidia la vigna
l'ascolto di canti è rimandato
a tramonti di cielo stellato
nella calma di fine raccolto,


Da "L'erba maligna" di calogero restivo
Edizioni Lampi di Stampa Segrate Milano

venerdì 11 novembre 2016

Il mare per noi


Il mare per noi
che vivevamo in case di gesso
che si appoggiavano le une alle altre
come vecchi ubriachi per non cadere
erano i fianchi dei monti
che si tingevano di verde
nei mesi di aprile e maggio.

Prima e dopo il giallo assillante
di sabbia di deserto e delle stoppie riarse.

Per noi che vivevamo chiusi
come in una riserva
dai monti che circondavano il paese
il mare era il racconto che si scopriva
quando si incominciava a sillabare
nei vecchi libri di lettura.

Non era facile capire quanto era grande
e quanta acqua conteneva
cento mille volte la vasca della Fontana
da cui si attingeva acqua
e torcicollo le donne
che altere e quasi regali
le brocche le portavano sulla testa
difesa solo da una "spera"
di vecchio scampolo di stoffa.

Attaccati alle gonne
occhi affamati e nasi gocciolanti.

Poi arrivavano i poveri
che si dicevano diventati ricchi
all'altro capo del mondo
che raccontavano
che l'America era così lontana
che occorreva navigare trenta giorni
circondati sempre
da acque torbide smosse dai venti
con onde alte come palazzi
che in quel paese li facevano alti
fino a "grattare" il cielo.

Noi bambini ascoltavamo
a bocca aperta
come quando attorno al braciere
i vecchi
ci raccontavano le storie di Orlando
eroe innamorato della bella Angelica
che si fece scoppiare il fegato
a soffiare inutilmente nel corno
per cercare l'aiuto che non venne
senza capire ma rapiti

dal suono-nenia delle parole
che conciliavano il sonno.


Da "L'erba maligna" di calogero restivo
Lampi di Stampa editore Vignate Milano