Cerco invano
i panorami dell'infanzia
il giallo ripetuto all'infinito
di dipinto inquietante
dove anche gli orizzonti
sono tinti di verde.
La lava fredda sugli usci
a ricordare che il vulcano
buono ad intrattenere gente del nord
con i suoi fumi di fucina di fabbro
accesa sempre
e le sue nevi che scintillano al sole
a volte semina morte
e sconvolge i panorami.
Cerco invano il venticello
alito di valli profonde
annegate di nebbia negli inverni lunghi
ristoro che saliva verso il Castelluccio
dove trascorrevo le estati.
Ricambio in imbarazzati silenzi
il sorriso delle genti.
I canti hanno altre note
manca il rotolare del carro
sulle pietre sconnesse
e la voce cavernosa del carrettiere
che canta amori disperati
e quella del venditore di basilico
che con la sua gerla di vimini sulle spalle
inondava le vie di odori paesani noti.
Stradine strette e tortuose
e la visione di cartolina illustrata
della montagna innevata
che incombe sulle case.
E' qui ora la mia casa
e queste estati lente vedo passare
seduto in ozio al balcone
dedito a rifare i conti con il passato
a rivedere errori e gioie
e bere fino in fondo
il calice amaro dei rimpianti.
Tratta dalla raccolta " Dal mare che non c'è"
di Calogero Restivo
EDIZIONI AKKUARIA CATANIA
Solitudine C'è vita forse al di là di queste quattro pareti assediate da larghi viali di città che non hanno anima nè pensieri ma solo ombre che s'incontrano senza vedersi. Una sirena nella notte lacera il silenzio.
domenica 6 ottobre 2019
mercoledì 18 settembre 2019
D A Q U I
Da qui,
dai balconi di questa casa
che mi mostrano panorami
nuovi e diversi
da quelli che il ricordo
ha stampato nella memoria
da questi orizzonti
che disegnano montagne
alte fino a toccare il cielo
la nostalgia come febbre non curata
mi ritorna alle tue valli profonde
che si perdono lontano
nelle nebbie di lunghi inverni.
In fondo
nel mezzo del ferro di cavallo
che disegnano i monti
ci si aspetta di trovare il mare
che non c'è.
La nostalgia mi ritorna
al dirupo La Guardia
ed al monte San'Anna
allegoria di monte
ed ai campi tinti di giallo
più oscuro meno oscuro
secondo le stagioni.
Da qui
da cui lo sguardo volgo
a cercare confini a questo mare
che molle adagia onde su onde
sulla spiaggia deserta
nelle sere d'estate
e che nasconde profondità di baratro
il ricordo mi prende
rivedo le tue case bianche
dai tetti bassi che filtrano la luce
come la lampada accanto ai lettini
accesa la notte per fugare
la paura delle tenebri ai bambini
ed un nodo mi prende alla gola.
Da qui
ove la vita mi ha condotto
intento com'ero ad inseguire sogni
di te mi ricordo e degli affetti che custodivi
dei sogni e delle speranze che ricucivo
come un vecchio mantello
vecchio e stinto nei colori e liso
che da tutte le parti cedeva.
Da "All'alba tra i fiori di papavero"
raccolta di poesie di calogero restivo
Edizioni AKKUARIA Catania
sabato 31 agosto 2019
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mercoledì 29 maggio 2019
A MIO PADRE
Colonna di abbracci
contro venti impetuosi
che seminavano le strade e la vita
di caroselli di polvere e foglie
e resti di illusioni e speranze.
Nel sogno ricorrente
rondini in volo insieme
a sfiorare i tetti delle case
il giorno ancora appeso
alla cima del monte Castelluccio.
Cancellarti dagli occhi
il ricordo di notti insonni
intervallati da strappi di mitraglia
che rompevano il silenzio
e del gelo che le buche nel terreno
a sopravvivere come le talpe
non lenivano volevo
ma il passato ti viveva dentro.
lunedì 6 maggio 2019
Un sorriso alla sera
Ha un sorriso bonario
la sera.
Non appare stanca
della lunga giornata di afa
e di attesa di refoli di vento.
La luna
rossa di tramonto
nascosta quasi
dietro le mura del Castello
sembra un monello
la faccia accaldata di corse
nel gioco a nascondino.
Anch'io
confusione di pensieri e di sogni
di speranze e delusioni
sciolgo un sorriso e un canto
alla sera.
Poesia tratta da " Poesie di volti e memorie"
di Calogero Restivo
Prova d'Autore Editore Catania
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