Solitudine C'è vita forse al di là di queste quattro pareti assediate da larghi viali di città che non hanno anima nè pensieri ma solo ombre che s'incontrano senza vedersi. Una sirena nella notte lacera il silenzio.
venerdì 23 novembre 2018
archivio e pensamenti: CLAUDE AMBROISE ALLA FONTANA
archivio e pensamenti: CLAUDE AMBROISE ALLA FONTANA: Foto ©piero carbone Post correlati attraverso le Etichette o Tags: Claude Ambroise, Fontana
martedì 13 novembre 2018
sabato 10 novembre 2018
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lunedì 29 ottobre 2018
PAISA'
Bevevano pale di fichi d'india
come gli antichi "indiani"
non avevano cappelli da cowboy
né montavano cavalli
dalle froge fumanti
come gli eroi dei fumetti.
Portavano elmetti slacciati
e fibbie che pendevano
in trasandato disordine sul collo.
Parlavano una lingua straniera
dicevano "paisà".
Noi ragazzi ridevamo
ci chiedevamo
"che soldati sono mai questi
senza cannoni e senza cavalli".
Non rassomigliavano ai "nostri"
visti al cinema
che arrivavano sul filo del tramonto
vincevano ostacoli e nemici
e scomparivano poi
nella prateria senza confini.
Sudavano come persone "normali"
sotto il sole di luglio
che incendiava le stoppie.
Avevano ucciso uomini
e altri ne avrebbero ucciso
e forse anche loro
la morte avrebbe ghermito
prima della fine della guerra
ma sulla spinata
dopo il ponte della ferrovia
erano scolari in gita fuori porta
in attesa del richiamo della maestra
a rientrare in classe
per la fine delle lezioni.
Ridevano ridevano sempre
e ogni tanto dicevano "paisà"
in ansia di amicizia
venuti a liberarci
anche dal peso della guerra
stavano accanto alla fontana
che da tempo non mesceva acqua
come persone capitate per caso
nel pieno della festa senza invito.
Poesia tratta da "L'erba maligna" di calogero restivo
Edizioni Lampi di Stampa Milano
come gli antichi "indiani"
non avevano cappelli da cowboy
né montavano cavalli
dalle froge fumanti
come gli eroi dei fumetti.
Portavano elmetti slacciati
e fibbie che pendevano
in trasandato disordine sul collo.
Parlavano una lingua straniera
dicevano "paisà".
Noi ragazzi ridevamo
ci chiedevamo
"che soldati sono mai questi
senza cannoni e senza cavalli".
Non rassomigliavano ai "nostri"
visti al cinema
che arrivavano sul filo del tramonto
vincevano ostacoli e nemici
e scomparivano poi
nella prateria senza confini.
Sudavano come persone "normali"
sotto il sole di luglio
che incendiava le stoppie.
Avevano ucciso uomini
e altri ne avrebbero ucciso
e forse anche loro
la morte avrebbe ghermito
prima della fine della guerra
ma sulla spinata
dopo il ponte della ferrovia
erano scolari in gita fuori porta
in attesa del richiamo della maestra
a rientrare in classe
per la fine delle lezioni.
Ridevano ridevano sempre
e ogni tanto dicevano "paisà"
in ansia di amicizia
venuti a liberarci
anche dal peso della guerra
stavano accanto alla fontana
che da tempo non mesceva acqua
come persone capitate per caso
nel pieno della festa senza invito.
Poesia tratta da "L'erba maligna" di calogero restivo
Edizioni Lampi di Stampa Milano
sabato 13 ottobre 2018
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martedì 2 ottobre 2018
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