venerdì 9 agosto 2013

mercoledì 7 agosto 2013

Blog di Calogero Restivo: LE MIE DONNE

Blog di Calogero Restivo: LE MIE DONNE: LE  DONNE  DEL  MIO  PAESE CHIUSO  TRA  MONTAGNE E  DIMENTICANZE SONO  SEMPRE  IN   GRAMAGLIE. ESPONGONO  IL  LUTTO  AL  SOLE COME  UN...

LE MIE DONNE

LE  DONNE  DEL  MIO  PAESE
CHIUSO  TRA  MONTAGNE
E  DIMENTICANZE
SONO  SEMPRE  IN   GRAMAGLIE.

ESPONGONO  IL  LUTTO  AL  SOLE
COME  UN  DRAPPO
CHE  IL  TEMPO  SCOLORA,

SACERDOTESSE
DI  UNA  RELIGIONE  SENZA  VANGELI
VENERANO  IMMAGINI

CHE  IL TEMPO  COLORA  DI  SEPPIA

DI  VECCHI  BARBUTI
PALUDATI  IN  POSE  STATUARIE
NELLA DIVISA  DELLA  DOMENICA.

NOVELLI  NUMI  TUTELARI
POSTI  IN  UN  ANGOLO  DELLA  CASA
CIRCONDATI  DA  FIAMMELLE  DI  LUMINI
RESI  INSTABILI  DA ALITI  DI VENTO

Da "Poesie di volti e memorie " di calogero restivo

Prova d'Autore Editore Catania








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martedì 23 luglio 2013

Poesia inedita " Monumento al coraggio"


Tu che hai visto la luna da vicino
dimmi come sono le albe
ed i tramonti
come sono le valli e come i monti
e come appare la tera vista da lassù
piccola palla colorata d'azzurro
spersa nell'immenso nulla
abitata da milioni di formiche
che si credono aquile
senza avere le ali per volare.
"Monumento al coraggio"
mi piace chiamarti
che hai camminato sulle nuvole
e parlato con le stelle a tu per tu
come ho sognato di fare
e scritto tante colte
con le parole che ho chiamato versi
cosa si sente a vivere nel sogno
se il sogno diventa realtà?
Dimmi c'erano ancora gli angeli
ed erano contenti
d'essere ancora compagni
a tanta gente
distratta dai problemi della vita
o erano stanchi di corse
e notti insonni
ora che ai compiti assegnati
s'è aggiunto d'insegnare ai bambini
che volare è come sorridere alla vita?

Inedito( dedicato all'impresa del cosmonauta italiano) di calogero restivo
Tutti i diritti sono riservati secondo le disposiizioni  riguardanti i diritti d'Autore







lunedì 15 luglio 2013

Sulla " Sicilia " del 10 luglio 2013 Grazia Calanna pubblica " Poesia - Cammino nei paesaggi dell'anima

Il pensiero " Contraddisse e si contraddisse" formulato per se stesso da Sciascia, concittadino di Calogero  Restivo,  anch'egli di Racalmuto, sovviene leggendo " poesie di volti e memorie" ( Prova d'Autore). Il Poeta " immerso solitario e coraggioso in un mare senza fondo" propone un cammino condotto a ritmo intenso della franchezza e di gagliarde contraddizioni.
Del resto, sosteneva Hegel, l'antinomia è la regola del vero.
Calogero traccia, assieme a quelli esteriori ( e amatissimi), paesaggi dell'anima screziandone i contorni. " Non importa se seduto sull'aia a contare le stelle, il vento all'improvviso snocciola il rosario degli urli e sbatte in faccia la sabbia prelevata dal deserto".
Offre, leggiamo nella prefazione di Mario Grasso, " un canto lirico modulato con voce sommessa, sincera e disinibita".
 Conduce un itinerario ininterrotto, diversificato dalla ansietà di vivere da una fiorita sequenza di " propositi e speranze".
Nel ciclico gioco dell'alternanza delle stagioni, il silenzio  (" Vestirò di silenzio le mie ansie, le promesse mancate, i giuramenti al chiaro di luna, perchè le parole sono come l'aria che le porta lontano e cancella un timido alito di vento.") si contrappone alla parola ( " parliamo delle ansie e dei pericoli corsi, di modi scoperti di inventare i domani, che ogni giorno si facevano ieri spesi  in inutili attese. Non sapevamo di essere felici ") , l'oblio (" i miei ricordi sono casolari di campagna abbandonati, da cui i ladri hanno rimosso porte e finestre lasciando solo desolazione") ai ricordi("saltellano come marionette mosse dal puparo, che tiene i fili e fa avanzare ora l'una ora l'altra. Sono immagini che vengono dal passato, perchè la memoria le resuscita") , la rassegnazione
(" affiorano rimpianti assieme a ricordi, che non cambiano quanto scritto nel libro degli assegnati destini") alla speranza (" ho visto un uomo correre nella sera, inseguiva i tramonti, per prolungare all'infinito il giorno e vivere un'eterna gioventù senza domani,  l'ipotesi (" se fossi poeta metterei le ali ai bambini poveri, per vederli volteggiare liberi nel cielo, e non giocare nel fango di lividi inverni capricciosi"), alla certezza (" sono partiti nel buio della notte, le scarpe appese alle spalle, come bisacce ai fianchi dei muli, per non pagare il prezzo del vivere quotidiano con complici  versi servili"), incessantemente, come il chiarore al calar del sole. " SCRIVO "  svela l'autore di questo tesoretto della memoria, per sentire l'anima, per vedere i colori, per sentirne i contorni, per sfiorarla e sentire che è vero che la sua pelle è velluto come di pesca, ed ha la forma tonda come di mondo").
                                                         Grazia Calanna

sabato 13 luglio 2013

Continua appunti critici su "Poesie di volti e memorie" di Stefania Calabrò

Infine il passato è anche allusione a quello che è stato il tempo di Mussolini e del fascismo, ma rievocando il tutto in modo estremamente velato e accennando indirettamente alle politiche  e le spinte del regime, come accade nella poesia a pag.28 in "Suonano le campane" e in quella a pag.26 " Il quadretto". Nella prima vi è la reminiscenza della politica Mussoliniana volta alla creazione di famiglie numerose, perchè la popolazione numerosa era quella che poi si sarebbe potuto portare alle armi, basti leggere alcune righe di pag28: " Un tempo si piantava un albero quando nasceva un bimbo " Era un tentativo di vincere la guerra senza guerreggiare, un dire al nemico vero o immaginario " vedi quanti alberi abbiamo? non ti conviene..." Ancora a pag.26 in cui l'artista magistralmente fa cenno a un " fascio di luce" o a " bambini inginocchiati nel fango  che giocavano a disegnarsi il volto di nero come gli indiani nei film." senza mai espressi e espliciti riferimenti. Eppure ad una lettura attenta è possibile evincere l'idea antifascista dell'autore che parla di "gesti mimati" delle madri dei bambini che si dipingevano il viso...I gesti mimati per Restivo hanno più importanza delle parole. Il silenzio infatti ha più importanza delle parole, il silenzio si anima, i silenzi sono pacati(pag41) mentre nella poesia di Flora Somma il silenzio è ossimoro e si rumoroso, in Cakogero Restivo il silenzio è animato : " ha voce il silenzio e parole, basta sapere ascoltarlo", come scrive a pag.33 o ancora a pag. 39 " se ascolti il silenzio puoi udire voci che vengono da lontano", è talmente importante il silenzio che l'artista vorrebbe berlo goccia a goccia fino ad ubriacarsi dello stesso come fosse vino(pag.56).
Ultimo elemento che sento di dovere condividere con voi senza poterne fare a meno è la  grande capacità del poeta di personificare e d animare sia la natura che i soggetti astratti.
La natura compie azioni infinite, tanto che il poeta si rivolge per esempio alla montagna, e non solo, in prima persona; a pag.19 scrive: " te montagna, te vallata, te vecchio castello, te vecchia strada, te vecchio paese". La sera sorride, pag 25, ancora la sera " manda segnali di approdi", le spighe " solleticano pag.11, il sole  si posa sulla cima e indora il monte, l'onda culla le barche pag12, la terra si fa sposa, amante, compagna lungo i sentieri della vita  pag.13.
La poesia di Calogero Restivo è assai densa, si potrebbe stare a parlare per ore ed ore considerando gli innumerevoli spunti di riflessione che offre, anche sulla stessa concezione di poesia, cui dedica peraltro il componimento " Una poesia " pag.59 e e dei poeti pag 58 o ancora sulla figura di donna. L'autore ha tanto da dire e di esprimere e mi scuserete per non essermi soffermata su altri ed importanti elementi, ma non ne avrei nemmeno il tempo . Per concludere dunque vorrei leggervi una lirica che a mio dire ci spiega chi è l'autore: Il Poesta infatti ha dentro di se una musica e lo scrive  a chiare lettere a pag.28
                                     c'è un musica
" C'è una musica dentro di me, che scorre come acqua di fiume che inventa anse contorte nel suo andare a diventare mare. C'è una musica dentro di me, che quando i tramonti si fanno trine delicate di colori vari che il vento soffiando varia e cancella, prende ritmi d'altri tempi

                                                               Stefania  Calabrò